Elena Pomesano
Psicologa Psicoterapeuta
Conduttrice di movimento bioenergetico
Elena Pomesano
Psicologa Psicoterapeuta
Conduttrice di movimento bioenergetico
Mi occupo di benessere psicofisico ed emotivo, accompagnando in un percorso terapeutico coloro che si trovano ad affrontare un momento di difficoltà (emotiva, relazionale, esistenziale, lavorativa...) o che semplicemente desiderano iniziare un cammino di crescita personale.
Attraverso la bioenergetica approfondiremo l’ascolto delle emozioni e la conoscenza del linguaggio che il corpo utilizza per comunicare. L'incontro con i nostri "sistemi familiari interni" (IFS) ci permetterà di conoscere le parti di noi che si attivano nel nostro mondo interno. Grazie ad entrambi gli strumenti vi aiuterò a ritrovare un nuovo equilibrio tra mente, corpo e spirito.
Ricevo presso il mio studio a Brescia ed online.
Contattami: elena.pomesano@gmail.com
Aderisco al bonus psicologo
Utilizzo la tecnica EMDR
Che cos'è l'analisi bioenergetica
Conoscersi attraverso il corpo
L’Analisi Bioenergetica è un approccio terapeutico a mediazione corporea ideato da Alexander Lowen negli anni ’50. Si basa sul presupposto che non esiste una netta divisione tra mente e corpo: ciò che si riscontra a livello somatico riflette e determina gli stati mentali ed emozionali e viceversa.
Lo stress emozionale derivante da molteplici aree (relazioni, lavoro, salute ecc.) produce stati di tensione nel corpo; le contrazioni muscolari sono spesso dovute a tensioni emozionali di cui non siamo sempre consapevoli, ma che condizionano il nostro modo di sentire ed essere nel mondo, la nostra energia e capacità espressiva, in una parola il nostro benessere.
L’Analisi Bioenergetica promuove l’integrazione consapevole di corpo e mente, focalizzandosi pertanto sia sugli aspetti psicologici, sia sulle manifestazioni corporee.
Considerando ogni problematica su tre livelli (cognitivo, emotivo e corporeo), si propone di aiutare l’individuo ad accrescere la propria capacità di tollerare e risolvere le ferite del passato, a comprendere i propri modelli d’azione e di relazione, accrescendo così la sua capacità di provare gioia, soddisfazione e piacere nel momento presente.
L’analisi bioenergetica integra il lavoro sul corpo e l'analisi psicologica prendendo in considerazione sia il materiale verbale, sia la comunicazione non verbale ed empatica che si crea entro la relazione stessa con il terapeuta.
Oltre al lavoro sul versante emozionale e cognitivo, questo approccio comprende interventi mirati ad accrescere la consapevolezza delle proprie aree di tensione muscolare, della postura, della respirazione e di come le tensioni fisiche ed emozionali influenzino i propri modelli di comportamento e gli stati mentali.
Altri interventi possono comprendere esercizi di respirazione per aumentare l’energia percepita o creare stati di rilassamento.
Il terapeuta potrà inoltre proporre delle esperienze guidate nell’ambito dell’espressione emozionale, sollecitando specifici movimenti corporei e l'utilizzo della voce, sostenendo ed accompagnando il paziente nel rilascio delle proprie tensioni e nello sviluppo di una maggiore consapevolezza emotiva.
‘‘Il lavoro sul corpo è ciò che fa la differenza. Se si lavora sulla persona non si può fare a meno di lavorare sul suo corpo: noi siamo il nostro corpo’’.
(Alexander Lowen)
La terapia dei sistemi familiari interni
La IFS (Internal Family Systems) Therapy è un modello psicoterapeutico innovativo, ancora relativamente poco conosciuto in Italia. Si basa sul presupposto che la nostra esperienza interiore sia costituita da diverse sub-personalità, definite “parti”, ciascuna con caratteristiche, bisogni e funzioni differenti. Possiamo, ad esempio, riconoscere in noi una parte ansiosa, una parte critica, una parte che tende a compiacere gli altri o una parte che ha bisogno di mantenere tutto sotto controllo.
Nell’IFS le parti possono svolgere funzioni diverse. Alcune sono parti protettrici e, tra queste, troviamo i cosiddetti “manager”, che cercano di prevenire l’emergere di emozioni dolorose o di proteggerci da esperienze percepite come minacciose. Altre sono chiamate “vigili del fuoco” e intervengono quando il dolore è già emerso, cercando di attenuarlo o spegnerlo rapidamente attraverso strategie che possono, in alcuni casi, essere impulsive o poco funzionali.
Vi sono poi gli “esiliati”, parti che custodiscono emozioni, ricordi, bisogni e ferite legati a esperienze dolorose, talvolta traumatiche. Sono proprio queste parti a portare la sofferenza che le parti protettrici cercano di evitare o tenere lontana dalla nostra consapevolezza.
Nella vita quotidiana, quando una di queste parti si attiva, possiamo ritrovarci a reagire automaticamente, senza essere consapevoli di ciò che sta accadendo dentro di noi. Potremmo, ad esempio, sentirci improvvisamente sopraffatti dall’ansia, diventare estremamente autocritici, avere un forte bisogno di controllo o reagire impulsivamente. In questi momenti può sembrare che siano semplicemente “le cose che siamo”, mentre l’IFS ci invita a riconoscere che una parte di noi si è attivata e sta cercando, a modo suo, di proteggerci.
Questa prospettiva può aiutare a comprendere molte delle nostre difficoltà e sofferenze, riducendo la sensazione di essere in balia delle nostre emozioni o di non avere controllo su ciò che accade dentro di noi.
Secondo l’IFS, al di là delle nostre parti esiste in ciascuno di noi un Sé, distinto dalle parti e caratterizzato da qualità come calma, curiosità, compassione, chiarezza, fiducia e capacità di connessione. Il Self rappresenta una risorsa interna dalla quale possiamo imparare ad avvicinarci alle nostre parti con maggiore consapevolezza e senza giudizio.
Lo scopo della terapia IFS è quindi favorire una maggiore connessione tra il Self e le parti, attraverso la conoscenza e l’ascolto del nostro mondo interno. Il percorso mira a creare maggiore dialogo e collaborazione tra le diverse parti, favorendone l’integrazione, la flessibilità e la capacità di adattarsi alle situazioni presenti.
L’obiettivo dell’IFS non è eliminare, reprimere o “correggere” le parti, ma comprenderle, ascoltarle e riconoscere il ruolo protettivo che hanno svolto nel nostro sistema interno, aiutandole progressivamente a trovare modalità più funzionali di esprimere la loro intenzione positiva. In questo processo, il Self può assumere sempre più una posizione di guida, favorendo un rapporto con sé stessi fondato sulla consapevolezza, sulla compassione e sull’accettazione.